Nessuna cultura gastronomica può vantare una predilezione del gusto amaro, come quella italiana. Siamo storicamente legati all’amarezza, tanto che abbiamo riprodotto molteplici varietà di radicchi, cicorie, puntarelle, carciofi, asparagi, cardi, erbe aromatiche, olive, frutta a guscio. Amare sono anche le bevande di chiaro stile italico, come quelle a base di agrumi e di caffè. Quanto al vino, l’aggettivo amaro parrebbe non ideale, tuttavia è curioso che certi vini o vitigni siano stati battezzati con nomi che evocano questo gusto, molto caro perfino a Mario Soldati, il quale descrisse un vermentino ligure come gradevolmente amarognolo. Un’attestazione valida se si considera che il vermentino così come il verdicchio sono uve ricche di composti solforati che rimandano ad odori e aromi amaricanti dalle sfumature agrumate, saline, tostate, vegetali, speziate. Mentre dolce, acido e salato esercitano un’impressione pressoché univoca, l’amaricante diventa una gustosa amarezza dalle diverse percezioni, che andremo ad esplorare grazie ad alcuni esempi di vermentino e verdicchio italici.
A guidarci in un'affascinante degustazione dal carattere "amaricante" sarà Ilaria di Nunzio, apprezzatissima Sommelier e relatrice, che ha preparta per noi una splendida selezione di Verdicchio e Vermentino da differenti territori d'Italia.